ROHESIA, il nuovo rosato di negroamaro.

Quando la schiena del sole scivola lungo le rocce frastagliate delle baie, lungo la cinta slacciata dei due mari che formano questa lontananza a sud del sud, la luce che resta sospesa tra nuvole e pietre ricamate ha gli stessi toni di un vino rosato. Un colore diluito nella fioritura dei petali di rosa che vibrano al rallentatore insieme ai loro effluvi morbidi. Quella tonalità, piena di carattere e di grazia, è una storia d’amore antica, un desiderio che frastorna i dormiveglia degli amanti dando corpo alla vita che ne deriva.
Un nuovo rosato: Rohesia. Dal latino medievale, il nome di questo vino porta dentro il suo colore, il simbolismo cromatico della sua natura maschile e femminile, la sua ambivalenza delicata. I suoi elementi, velo su velo, sono dominati dai furori puri di un istinto che salpa dentro acque luminose, specchi che riflettono gli istanti rosa successivi ai tramonti. E’ uno stato di grazia, Rohesia. Una mescolanza di caratteri, di destini. Due colori snudati di un tono ciascuno, fino al rosa. Come il fiore gemmato dal sangue di un amore mitologico, quello di Adone, il Signore del mondo mediorientale, e Venere, la forza vegetativa che risveglia ogni primavera dal sonno ciclico. Così la natura di una passione riprende vigore e si imporpora tenuamente.
I miti d’amore, come i rosati, sono anelli, le due facce della stessa medaglia, gli opposti di una stessa clessidra in cui il tempo, in forma di sabbia, si sfarina, per poi ricominciare un attimo dopo. Come le stagioni, i grandi capitoli degli anni, della vita, le pagine periodiche di una stesura infinita. Rohesia custodisce il lascito di una tradizione espressa in tutto il bacino del Mediterraneo, quella doppiamente intrecciata al rito pagano delle Adonie, ovvero le feste greche dedicate al ricordo del seducente Adone e poi travasate nei riti cristiani della Settimana di Pasqua, come quelli rispettati ancora nel Salento, terra di contrasti che generano bellezza e memoria. I germogli sono l’acronimo vivo del ritorno. Così come Rohesia è l’equilibrio tra il prima e il dopo, Adone e Venere, la memoria e l’adesso.

CLASSIFICAZIONE: I.G.T. Salento.
UVE: 100 % Negroamaro
ZONA DI PRODUZIONE: Guagnano (Le)
SISTEMA DI ALLEVAMENTO: Spalliera a cordone speronato
EPOCA DI VENDEMMIA: Seconda metà di settembre
VINIFICAZIONE: Le uve vengono pigiate delicatamente e raffreddate a 10/12 °C. Questo consente di portare i tempi di macerazione fino a oltre 24 ore, limitando l’estrazione di tannini. La svinatura avviene quando il mosto ha raggiunto la tonalita e le caratteristiche ottimali.
AFFINAMENTO: Alla fine della fermentazione alcolica, svolta a 16 °C, il vino matura sur lies per circa 4 mesi.
CAPACITÀ DI INVECCHIAMENTO: Da bere subito o conservare per 2-3 anni.
GRADAZIONE ALCOLICA: 13,5% Vol
NUMERO DI BOTTIGLIE PRODOTTE: 10.000